Miele umbro

Il miele è un alimento prodotto dalle api (e, in misura minore, dalle vespe). Viene prodotto a partire dal nettare e dalla melata. La melata è prodotta da vari Omotteri, fitomizi, i cui escrementi zuccherini sono la base alimentare per numerosi insetti. La parola miele sembra derivare dall’ittita melit. Per millenni ha rappresentato l’unico alimento zuccherino concentrato disponibile.

Il miele è prodotto dall’ape sulla base di sostanze zuccherine che essa raccoglie in natura.

Le principali fonti di approvvigionamento sono il nettare, che è prodotto dalle piante da fiori (angiosperme), e la melata, che è un derivato della linfa degli alberi, prodotta da alcuni insetti succhiatori come la metcalfa, che trasformano la linfa delle piante trattenendone l’azoto ed espellendo il liquido in eccesso ricco di zuccheri.

La produzione del miele comincia nell’ingluvie dell’ape operaia (la cosiddetta borsa melaria), durante il suo volo di ritorno verso l’alveare. Nell’ingluvie si aggiunge al nettare l’invertasi, un enzima che ha la proprietà di idrolizzare il saccarosio in glucosio e fruttosio.

Giunta nell’alveare, l’ape rigurgita il nettare, ricco d’acqua, che deve poi essere disidratato per assicurarne la conservazione.

A questo scopo, le api bottinatrici lo depongono in strati sottili sulla parete delle celle. Le api operaie ventilatrici mantengono nell’alveare una corrente d’aria che provoca l’evaporazione dell’acqua. Quando questa è ridotta ad una percentuale dal 17 al 22%, il miele è maturo. Viene quindi immagazzinato in altre cellette che, una volta piene, saranno sigillate.

Le fasi di lavorazione del miele sono un insieme di procedimenti che l’apicoltore compie per ottenere il miele in forma commercializzabile.

La lavorazione dell’uomo inizia dove finisce quella dell’ape, ovvero alla fine delle fioriture, dopo che le api hanno immagazzinato ed opercolato il miele nei favi.

In una terra verde e suggestiva come l’Umbria, l’apicoltura è una tradizione antica come i suoi monasteri e le sue torri. Basta osservare con calma e il nostro sguardo coglierà, a ridosso di un vecchio casolare o nell’ondeggiar e primaverile dei prati freschi di pioggia, le arnie di qualche apicoltore che, con cura e sapienza, alleva le sue api in attesa del dolce raccolto. Si potranno trovare anche strutture moderne in grado di analizzare, vagliare, selezionare e conservare in eleganti confezioni il prezioso frutto del lavoro dell’ape e dell’apicoltore.